Santa Maria in Vado

  • Ferrara Mia
    persone e luoghi non comuni
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Chissà quante volte abbiamo sentito dire (e abbiamo detto) “Ferrara è una città a misura d’uomo, è come un grande paese dove ci si conosce tutti!”, eppure quanti di noi conoscono i propri vicini di casa? Spesso, presi da altro, ci lasciamo sfuggire quelle piccole occasioni per scambiare due parole con chi ci vive a fianco ed esauriamo il tutto ad un saluto sfuggente.

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Un frame tratto da “Falchi e colombe”, di Piero Gilardi e presente nel blob “Culture in piano: istituzioni e indipendenti”

Ora non vogliamo annoiarvi con i soliti discorsi sulla solitudine, sui giovani d’oggi e sui social network, vogliamo invece parlarvi di Domenico, un ragazzo di Pontelagoscuro che da qualche anno vive in uno dei quartieri più antichi di Ferrara, un luogo che dalle sue parole sembra non conoscere abbastanza.

“Mi sono reso conto di far parte di un quartiere e di non viverlo.
Abito nei pressi di Santa Maria in Vado una zona dove vivono per lo più famiglie, quasi sempre le stesse, che si tramandano la casa di generazione in generazione, io stesso vivo nella casa dei nonni di mia moglie. In questo quartiere non ci sono piazze o grandi aree verdi, i bar rimasti aperti sono pochi, prima c’era la sede della Contrada che dopo il terremoto si è trasferita a Casa Stella dell’Assassino, e per chi non frequenta la chiesa le occasioni di incontro e per conoscere altre persone sono veramente poche.

Da tempo mi chiedevo cosa potessi fare in prima persona per “risvegliare” questo quartiere. Quando abitavo a Pontelagoscuro ero attivo nella proloco, per un po’ di tempo ne sono stato anche il presidente, ed insieme ad altri amici avevamo organizzato delle iniziative per favorire la socializzazione e per preservare l’identità del paese: come ad esempio la“serata dei ricordi” dove ognuno portava delle fotografie storiche, o delle proiezioni di filmati..è stato molto emozionante!

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Un frame tratto da “Nozze d’argento”, di Massimo Sani e presente nel blob “Culture in piano: istituzioni e indipendenti”

Qualche mese fa ho assistito ad alcune lezioni di antropologia urbana del prof. Scandurra dove l’Urban Center ha presentato Ferrara mia, un progetto che intende promuovere e valorizzare i gruppi di cittadini attivi del territorio; e i documentaristi di Iperurbs hanno proiettato i blob che hanno realizzato per il festival che racconta attraverso l’audiovisivo le trasformazioni che hanno coinvolto questa città.

Da questi incontri è nata l’idea di realizzare un “filò multimediale”, e dopo aver capito la fattibilità della mia proposta, ho pensato di coinvolgere in quest’iniziativa anche Dario, un ferrarese che vive in questo quartiere e che ne conosce la storia così come molte delle persone che lo abitano e che hanno vissuto qui. Un personaggio molto noto in zona che spesso d’estate organizza dei filò all’aperto (con oltre 100 persone), una persona che ama questo territorio ed è interessata a tenerne viva la memoria.”

Il primo appuntamento di questo esperimento chiamato “Filò multimediale” si terrà  venerdì 12 febbraio dalle ore 20.45 presso la sala parrocchiale del Chiostro di Santa Maria in Vado. Durante la serata verrà proiettato il blob intitolato “Culture in piano: istituzioni e indipendenti”, una prospettiva su passato e presente della produzione culturale ferrarese a cura del video maker Francesco Mancin.