Visita Guidata

  • Battiamo il Sisma
    i laboratori partecipati
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Oltre settanta persone hanno partecipato sabato 4 maggio alla visita guidata: “La città sul fiume: Ferrara dal VII al XII secolo”. L’iniziativa, lanciata dall’Urban Center del Comune di Ferrara, si inserisce nel più ampio progetto dei “Laboratori partecipati di prevenzione al danno sismico”, una serie di incontri e attività rivolte ai cittadini con l’obiettivo di costruire e diffondere una cultura di sensibilità e attenzione verso le buone prassi per ridurre la vulnerabilità dei propri ambienti di vita. Prprio nell’ambito di questo ciclo, è in calendario il prossimo appuntamento martedì 7 maggio alle 17.30 nella sala della Musica in via Boccaleone 19.

In un’Emilia che continua ancora a tremare, affrontare il tema del terremoto non può essere soltanto sinonimo di ansia e paura, prove di evacuazione, ricerca di vie di fuga e convivenza con il timore per il futuro. Convivere con il rischio sismico è innanzitutto comprendere l’ambiente in cui viviamo, alimentando un sentimento di cura e rispetto, una coscienza del luogo che ci rende attivi nella tutela e valorizzazione di ciò che abbiamo di più caro: i luoghi della nostra vita quotidiana.

I cittadini, i tecnici e gli esperti che in questi lunghi mesi si sono confrontati sulla complessità degli interventi da mettere in campo continuano a discutere portando punti di vista non sempre convergenti. Su un punto tuttavia tutti concordano: l’importanza di conoscere il territorio in cui viviamo a partire dal sottosuolo su cui i nostri antenati hanno gettato le fondamenta della città, e i modi con cui nei secoli l’edilizia storica tradizionale ha innalzato palazzi e case, lasciandoci in eredità uno straordinario centro storico, patrimonio dell’Umanità.

Per questo, la camminata di sabato scorso tra i vicoli della Ferrara più antica, quella nata e cresciuta sulle sponde sabbiose dell’imponente fiume, il Po, che fino al XV secolo faceva ancora scorrere parte delle sue acque così a meridione rispetto all’attuale tracciato, è stata innanzitutto un primo passo di conoscenza verso la prevenzione sismica. Perché è in questa parte della città, così come nell’intero tessuto medievale, che le scosse dello scorso maggio hanno provocato i danni più significativi e diffusi.

Attraverso numerose tappe, il percorso si è snodato dalla Chiesa di San Paolo, luogo simbolico del terremoto del 1570, fino ad addentrarsi nel cuore della città medievale, il Castrum da cui ha tratto origine Ferrara nel VII secolo d.C., passando attraverso le suggestive Via delle Volte e via Ragno dove qualche secolo più tardi sono apparsi i primi casali che hanno conquistato l’argine asciutto del Po e hanno gettato le premesse per lo sviluppo mercantile che reso potente e ricca la città di Ferrara nel periodo pre-estense.

Una guida turistica, Cecilia Novi, ha tenuto il fil rouge delle 17 tappe di un itinerario a più voci: i geologi Marco Stefani e Marco Bondesan, hanno approfondito alcuni aspetti della geologia del luogo e della storia del territorio; l’Arch. Marco Zuppiroli ha fornito una lettura approfondita della nascita e dell’evoluzione del castrum; dell’Arch. Carlo Cesari che proposto approfondimenti sulle tipologie edilizie prevalenti del periodo medievale; e infine l’Arch. Andrea Malacarne che ha guidato il gruppo oltre il portone del cinquecentesco Palazzo Ariosti per un inaspettato sguardo alla suggestiva corte interna.

Molte voci per raccontare la città attraverso i secoli e attraverso i segni dei terremoti che in passato l’hanno ferita, tutte concordi nel riconoscere che convivere con il terremoto è innanzitutto imparare a conoscere e a leggere le peculiarità dell’ambiente in cui viviamo, imparando anche dal passato i modi in cui prendersi cura di esso, a partire dalle nostre case e dai luoghi in cui trascorriamo la nostra vita. E’ con questo obiettivo ben chiaro che si è conclusa la visita di sabato.

Obiettivo che sarà il punto di partenza del prossimo incontro con i cittadini che si terrà martedì 7 maggio presso la Sala della Musica in via Boccaleone, 19 dalle 17.30 alle 20 e a cui l’Urban Center invita gli abitanti della città a partecipare.

Sarà il momento per passare dalla conoscenza più generale a casi concreti più specifici, rispetto ai quali i cittadini saranno direttamente coinvolti per trovare insieme nuove e inaspettate possibilità di risoluzione.

 


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